La corte del Traghettino
La corte del Traghettino è un vasto latifondo appartenuto fino al 1219 alla Abbazia di Canossa che si trova al confine tra Cadelbosco Sopra e Castelnuovo Sotto, nella provincia di Reggio Emilia. Oggi appartiene alla famiglia Pignagnoli di Correggio.
La corte si articola in una vasta area quadrangolare un tempo cinta da fossato ripartita dall’asse centrale limitato alle estremità di levante e ponente da due strutture a torre. Quella di ingresso alla corte, di maggior rilievo e quasi schiacciata dall’incombente argine del torrente Crostolo, è caratterizzata dall’alta torre con grande arco passante alla base, affiancata da due corpi minori, con merlature ghibelline e beccatelli.
Sul fondo della lunga prospettiva interrotta al centro dal volume del corpo di fabbrica principale, rimane una corrispondente torre colombaia. Particolarmente notabile il corpo civile con la sequenza del loggiato cinquecentesco.
Alla testata del lungo viale di ingresso rimane un complesso rurale in abbandono in cui si evidenziano un edificio ad elementi giustapposti in linea con rustico, al ponente, distinto da due luci di portico a sesto ribassato e la vicina barchessa di grande rilievo con alto portico a tutta altezza a cinque luci architravate.
Sul mio profilo Flickr potete trovare alcune foto della corte.
In mezzo al nulla
Lo scorso weekend sono andato, assieme ad alcuni amici, a fare un giro in montagna, in Trentino Alto Adige. Di seguito una breve descrizione del percorso fatto.
Partenza sabato mattina attorno alle ore 10.00 dal passo Manghen (2047 m) con zaino con tenda, sacco a pelo, modulo e vestiti necessari, oltre alla inseparabile D3100. Ci dirigiamo lungo il percorso CAI 322, ma dopo poco ci accorgiamo di aver preso il percorso 322b, un po’ più tortuoso, ma davvero bello.
Proseguiamo il percorso tra vari su e giù per poi arrivare al primo dei tre laghi che vedremo, il Lago delle Buse (2060 m), che vediamo solo da lontano.
Il tempo continua a farci preoccupare, tra momenti di sole e momenti di grigio uniforme. Arriviamo poi alla Forcella Ziolera, dove ci ricongiungiamo con il percorso 322 e ci dirigiamo verso il secondo lago, il Lago Montalon. Alle 13.30 circa ci fermiamo per una breve pausa pranzo di 30 minuti. Alle 14.00 ripartiamo e dopo mezz’ora arriviamo al Lago Montalon, dove però non ci fermiamo perché il tempo continua a peggiorare.
Proseguiamo quindi verso l’ultimo lago, il Lago delle Stellune, in cui ci fermeremo a dormire, che sembra non arrivare mai. Incontriamo due signore che stanno tornando indietro e ci dicono che dista pochi minuti ancora. Finalmente, alle 16.00, lo vediamo e dopo varie peripezie per arrivarvi senza seguire il sentiero (che faceva un giro troppo lungo), alle 16.30 posiamo gli zaini e ci regaliamo mezz’ora di relax davanti al lago.
Nonostante la stanchezza si faccia sentire, abbiamo ancora un po’ da fare per prepararci per la notte: andiamo a riempire le bottiglie di acqua di montagna che scende da un ruscello (molto buona e fresca), piantiamo la tenda, cerchiamo legna per il fuoco (con una certa fatica) e ci prepariamo ad accendere un bel falò.
Accendiamo il fuoco e, purtroppo, dopo pochi minuti inizia a diluviare, tra tuoni e lampi. Ci rifugiamo sotto la tenda e poco dopo arriva la grandine, che ci fa passare la vana speranza di poter riaccendere il fuoco: la legna è ormai tutta bagnata e inutilizzabile. La cena, pertanto, consisterà in un panino e un pezzo di formaggio, poi a letto, tra tuoni, lampi e tanto vento. Verso le 21 la pioggia smette, ma siamo troppo stanchi e c’è troppo freddo per uscire.
La domenica mattina ci svegliamo di “buon’ora” alle 7.00 (considerando che siamo andati a dormire alle 20.00, non è molto di buon’ora), smontiamo la tenda e ripartiamo. Il tempo sembra reggere, ma intorno alla nostra tenda notiamo che si è formato un acquitrino piuttosto profondo.
Scendiamo verso valle passando da alcune malghe (di cui la prima è privata), alla ricerca di una zona coperta dalla rete GSM. Lungo il percorso, numerose mucche ci costringono a fare deviazioni: non hanno alcuna intenzione di spostarsi! Dopo vari chilometri, verso le 11.00, arriviamo alla strada, dove ci aspetta una macchina (nostra salvatrice) che ci riporta al passo Manghen, dove la giornata si conclude con strudel e cioccolata calda.
UK Trip 2011
Il rientro dalle vacanze è sempre traumatico, ma quest’anno l’ho sentito davvero tanto. Sono tornato lunedì e solo ora ho un attimo di respiro per aggiornare il mio blog. Pazzesco.
Bene, giusto due minuti per raccontarvi il viaggio che ho fatto, visto che tra poche ore parto alla volta di Roma (ma questa, è un’altra storia!). Viaggio organizzato all’ultimo, sapete quando un vostro amico vi dice “dai, vienimi a trovare”, quasi per scherzo… Beh, è andata proprio così!
Sono partito sabato 27 in aereo da Bologna alla volta di Edimburgo (o Edinburgh), in Scozia, dove sono stato un paio di giorni per ammirare la bellissima città, piena di verde e con una sorta di grande pietra di Bismantova che vi sorge al centro. Ma, soprattutto, ho ammirato il freddo (si dormiva con il panno, libido!), la pioggia e il vento (un po’ di pausa dall’afa estiva italiana ci voleva).
Lunedì sono poi ripartito, con auto noleggiata, alla volta di Newcastle-upon-tyne, fermandomi prima in tre bellissimi castelli: quello di Bambourgh, il più bello, in riva al mare, poi quello di Chillingham e infine quello di Alnwick (per la cronaca, quello dove hanno girato alcune scene di Harry Potter). Tutti davvero fantastici, pieni di verde e prati curatissimi, i classici “pratini all’inglese”. Newcastle niente di che, una città industriale dove ciò che merita non è di certo il castello, bensì i ponti.
Il giorno successivo mi sono diretto a York, una splendida cittadina quasi delle fiabe che ospita una mastodontica cattedrale, la York Minster, meta di molti pellegrinaggi. Poi è stata la volta di Nottingham, ma non prima di essermi fermato alla foresta di Sherwood per la classica foto ricordo (che vedete nel mio profilo di Facebook!). Nottingham è stata un po’ la delusione di questo viaggio, una città senza grosso valore artistico, poco turistica, molto industriale.
La penultima tappa del viaggio è stata la città di Cambridge, dopo una veloce visita alla Southwell Minster (altra chiesa mastodontica in un piccolo paesino), una libido di città universitaria, piena di parchi in cui sdraiarsi. Studiare diventa quasi piacevole con un clima e una città come questa. Davvero molto bella.
Infine, la tappa finale è stata Londra, in cui ho trascorso tre giorni (uno perso praticamente sui mezzi pubblici!), più che sufficienti per vedere la maggior parte delle attrazioni principali della città. A Londra ero già stato anni fa, ma è una città che ha sempre qualcosa di nuovo da offrirti da vedere. Appena fuori Londra, ho visitato anche il Windsor Castle, posto piuttosto turistico.
Inutile dire che il rientro presso l’aeroporto di Parma (davvero triste) è stato traumatico, già solo per l’afa che ho subito sentito appena uscito dall’aereo.
Potete vedere una selezione delle foto che ho scattato nel mio profilo Flickr.
Una giornata a Genova…
Martedì 9 agosto scorso sono stato a Genova a scattare foto, assieme a due miei amici anche loro appassionati di fotografia.
Abbiamo preso il treno alle 7.06 (prestissimo!!!) e siamo arrivati a Genova alle 10.30. Abbiamo visitato il porto vecchio, via del Campo, il museo delle arti orientali (con una bella mostra sul Giappone) e abbiamo pranzato con gnocchi al pesto e focaccia ligure!
Su Flickr potete vedere una selezione delle foto che ho fatto!
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- La difficoltà più grande della politica è schivare i quintali di merda che gli avversari ti gettano addosso ogni giorno! 14 hrs ago
- Just finished unit 1 of "Building a Search Engine" course on #udacity It's very exciting to follow a course on the web! 1 day ago
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Inserito da Davide Valeriani in







