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Ecco il Natale… ma se manca un mese!

Posted Inserito da Davide Valeriani in Ambiente, Società     Commenti Nessun commento
nov
22

Manca più di un mese a Natale e le città sono già tappezzate di luci natalizie. Non solo supermercati e negozi privati, ma anche centri storici, vie di periferia e via dicendo. A me pare si stia esagerando!

Siamo in un momento nero per la storia del nostro Paese, sia dal punto di vista economico che politico. Il governo Monti vuole aumentare l‘IVA al 23% (guarda caso proprio sotto Natale), la disoccupazione cresce (specie quella giovanile) e le città come pensano di fronteggiare questa crisi? Con le luci natalizie installate il 20 di novembre!

Pensate a quanti soldi vengono spesi inutilmente nell’illuminazione di queste lampadine (tutte a incandescenza, ovviamente). Io rispetto le tradizioni, ma i miei genitori e i miei nonni non mi hanno mai detto che ai loro tempi il 20 di novembre in città si respirava già l’aria del Natale.

Mi chiedo che senso abbia, allora, aderire tutti gli anni all’iniziativa “M’illumino di meno” di Caterpillar!

Per questo propongo di boicottare tutti i negozi e i supermercati che hanno già acceso le luci natalizie, in segno di critica verso questo spreco inutile di risorse (senza contare l’inquinamento ambientale e luminoso). Il boicottaggio verrà poi sospeso il 13 dicembre, che grazie a Santa Lucia annuncia ufficialmente l’ingresso nel clima natalizio (almeno per il sottoscritto).

Segnalatemi con foto gli esercizi commerciali con le luci già attive. Le pubblicherò sul blog!

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In mezzo al nulla

Posted Inserito da Davide Valeriani in Ambiente, Fotografia     Commenti Nessun commento
set
20

Lo scorso weekend sono andato, assieme ad alcuni amici, a fare un giro in montagna, in Trentino Alto Adige. Di seguito una breve descrizione del percorso fatto.

Partenza sabato mattina attorno alle ore 10.00 dal passo Manghen (2047 m) con zaino con tenda, sacco a pelo, modulo e vestiti necessari, oltre alla inseparabile D3100. Ci dirigiamo lungo il percorso CAI 322, ma dopo poco ci accorgiamo di aver preso il percorso 322b, un po’ più tortuoso, ma davvero bello.

Proseguiamo il percorso tra vari su e giù per poi arrivare al primo dei tre laghi che vedremo, il Lago delle Buse (2060 m), che vediamo solo da lontano.

Il tempo continua a farci preoccupare, tra momenti di sole e momenti di grigio uniforme. Arriviamo poi alla Forcella Ziolera, dove ci ricongiungiamo con il percorso 322 e ci dirigiamo verso il secondo lago, il Lago Montalon. Alle 13.30 circa ci fermiamo per una breve pausa pranzo di 30 minuti. Alle 14.00 ripartiamo e dopo mezz’ora arriviamo al Lago Montalon, dove però non ci fermiamo perché il tempo continua a peggiorare.

Proseguiamo quindi verso l’ultimo lago, il Lago delle Stellune, in cui ci fermeremo a dormire, che sembra non arrivare mai. Incontriamo due signore che stanno tornando indietro e ci dicono che dista pochi minuti ancora. Finalmente, alle 16.00, lo vediamo e dopo varie peripezie per arrivarvi senza seguire il sentiero (che faceva un giro troppo lungo), alle 16.30 posiamo gli zaini e ci regaliamo mezz’ora di relax davanti al lago.

Nonostante la stanchezza si faccia sentire, abbiamo ancora un po’ da fare per prepararci per la notte: andiamo a riempire le bottiglie di acqua di montagna che scende da un ruscello (molto buona e fresca), piantiamo la tenda, cerchiamo legna per il fuoco (con una certa fatica) e ci prepariamo ad accendere un bel falò.

Accendiamo il fuoco e, purtroppo, dopo pochi minuti inizia a diluviare, tra tuoni e lampi. Ci rifugiamo sotto la tenda e poco dopo arriva la grandine, che ci fa passare la vana speranza di poter riaccendere il fuoco: la legna è ormai tutta bagnata e inutilizzabile. La cena, pertanto, consisterà in un panino e un pezzo di formaggio, poi a letto, tra tuoni, lampi e tanto vento. Verso le 21 la pioggia smette, ma siamo troppo stanchi e c’è troppo freddo per uscire.

La domenica mattina ci svegliamo di “buon’ora” alle 7.00 (considerando che siamo andati a dormire alle 20.00, non è molto di buon’ora), smontiamo la tenda e ripartiamo. Il tempo sembra reggere, ma intorno alla nostra tenda notiamo che si è formato un acquitrino piuttosto profondo.

Scendiamo verso valle passando da alcune malghe (di cui la prima è privata), alla ricerca di una zona coperta dalla rete GSM. Lungo il percorso, numerose mucche ci costringono a fare deviazioni: non hanno alcuna intenzione di spostarsi! Dopo vari chilometri, verso le 11.00, arriviamo alla strada, dove ci aspetta una macchina (nostra salvatrice) che ci riporta al passo Manghen, dove la giornata si conclude con strudel e cioccolata calda.

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Siamo un popolo strano

Posted Inserito da Davide Valeriani in Ambiente     Commenti 1 commento
ago
15

Qualche giorno fa, su Facebook, scrivevo questa frase: usiamo il tapis roulant (che usa energia) per mantenerci in forma e poi prendiamo l’auto (che usa energia) per andare a fare la spesa nel supermercato sotto casa… ma se andassimo a fare la spesa in bicicletta risparmieremmo il doppio di energia! Siamo un popolo strano…

Già, in effetti, farei meglio a dire che l’umanità è strana, dato che di popolo non si tratta. Nella stragrande maggioranza dei Paesi industrializzati, primi fra tutti gli Stati Uniti dove la percentuale degli obesi è molto alta, le persone scelgono di iscriversi in costose palestre e praticare le più svariate attività di fitness per rimanere in forma, non sfruttando tutte quelle occasioni che la vita quotidiana gli mette a disposizione per rimanere in forma. E’ il consumismo, baby.

A livello globale negli ultimi anni ci si sta interrogando su come porre rimedio al problema energetico: dal nucleare al carbone, dalle fonti rinnovabili alla crisi del petrolio. Eppure poco si sente parlare di buone pratiche di risparmio energetico, una delle quali potrebbe proprio essere quella di evitare di accendere un tapis roulant per mantenersi in forma e poi andare a fare la spesa al supermercato sotto casa in auto (magari un bel SUV), o portare i bambini a scuola: se ci abituassimo ad utilizzare di più le nostre gambe o la nostra bicicletta, non solo risparmieremmo tanti soldi (abbonamento della palestra, benzina, ecc.) mantenendoci in forma, ma contribuiremmo alla salvaguardia dell’ambiente.

Invece preferiamo ingegnarci con prodotti come questo per avere la scusa di dire “eh ma io ne faccio di moto!” e a considerare come “sfigati” quelli che girano in bicicletta invece che con una bella sportiva!

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