
Pubblico questa nota oggi perché oggi è un giorno speciale. Oggi è il giorno della memoria, un giorno per riflettere (anche se dovremmo farlo tutti i giorni), per ricordare i nostri padri, i nostri nonni che hanno combattuto contro nazismo, fascismo e, soprattutto, razzismo per un’Italia libera e democratica.
E’ strano che oggi si parli di cittadinanza agli immigrati, è strano che lo si faccia quando da quasi 15 anni ininterrottamente è al governo un partito xenofobo, razzista e secessionista come la Lega Nord. E’ strano che a parlarne sia un partito come il PD che, senza forse rendersene conto, ha contribuito con il suo buonismo a far crescere una sensazione di odio verso lo straniero in molti italiani, specie tra i suoi elettori. Ma è giusto se ne parli, perché il fenomeno dell’immigrazione nel nostro Paese non è mai stato affrontato in modo serio e ragionato, come invece meriterebbe.
Nei giorni scorsi Beppe Grillo ha pubblicato sul suo blog un post molto contestato e infelice, con cui definiva “senza senso” la campagna per dare la cittadinanza a chi nasce in Italia. Io non credo che la campagna sia “senza senso”, credo piuttosto sia solo il punto di partenza per iniziare a discutere sul fatto che chi paga le tasse, chi ha un lavoro regolare e vive in Italia da anni è italiano a tutti gli effetti. Così come chi nasce in Italia da genitori stranieri, che però risiedono in Italia, frequenta le scuole italiane, è italiano a tutti gli effetti.
Per quattro anni, quando ero alle scuole superiori e poi all’università, ho fatto il volontario di Gancio Originale, un’esperienza che continuo a portarmi dentro ancora oggi. Due ore a settimana aiutavo i ragazzi delle scuole medie a fare i compiti e a integrarsi, e molti di loro erano stranieri. Alcuni parlavano male l’italiano, altri lo parlavano meglio di me. In quelle due ore eravamo tutti uguali, e la cosa assurda era che l’uguaglianza fosse ridotta a due ore la settimana.
Il post di Grillo ha scatenato un putiferio, con parassiti dei partiti che non aspettavano altro per dare degli xenofobi ai grillini e chi più ne ha più ne metta. Movimento 5 Stelle che però, in molte realtà tra cui Reggio Emilia, Bologna e la regione Emilia Romagna, si è espresso favorevolmente a queste proposte di legge. Già, perché il bello del Movimento è proprio questo: ci si può scannare, mandare a fanculo, litigare, pensarla diversamente, ma alla fine, uno vale uno. Ed è questo che ha consentito a Matteo, Giovanni, Andrea, Vittorio, Natascia, Massimo, Federica, Marco e molti altri di votare a favore di questa iniziativa nelle istituzioni, sorretti dalla maggioranza dei propri attivisti e ignorando il pensiero di Grillo. In quali partiti è possibile una cosa del genere? Quando mai è successo che un consigliere o un semplice attivista si comportasse in un modo non condiviso dal proprio Bossi, Bersani o Berlusconi di turno senza poi essere radiato (come è successo a Miles Barbieri in consiglio comunale a Reggio)?
E giù subito a parlare di spaccatura tra Grillo e il Movimento e via dicendo bla bla bla, sempre il solito teatrino a cui ci hanno abituato i partiti in questi anni. No, cari miei, sono proprio queste discussioni a farci crescere nei sondaggi, a farci guadagnare la fiducia degli italiani, perché nessun politico deve rendere conto a nessun altro se non ai propri elettori.
La cittadinanza è una cosa seria che non può ridursi a strumentalizzazioni politiche. Occorre essere responsabili ed affrontare la questione con la testa, lontano da xenofobia o buonismo, con la Costituzione in una mano e la carta dei diritti dell’uomo nell’altra. La campagna “L’Italia sono anch’io” deve essere solo l’inizio di un percorso lungo e forse tortuoso, ma che sono sicuro porterà l’Italia ad alti livelli di democrazia ed uguaglianza, due parole che negli ultimi anni sembrano diventate tabù nel nostro Paese.